Peperoni Verdi Fritti

BOZZA INCOMPLETA. AD ESCLUSIVO BENEFICIO DELLA MIA FORNITRICE UFFICIALE DI TOP MODELS.

Mi ritrovo, non so per quale ragione, proprio al di fuori di un complesso di quei palazzi istituzionali stramoderni, ampissime vetrate offuscate, esageratamente impersonali, stile Nazioni Unite per capirci. Ho lo zaino in spalla (tutte e due le bretelle, ma perché?!?!) ed è notte inoltrata, ma la cosa non sembra perplimermi più di tanto; sono decisamente troppo impegnato a cercare un modo di entrare nell’edificio.

Non ci metto molto in effetti: dopo un breve girovagare tra le colonne di un piccolo portico, illuminate distrattamente dagli altissimi lampioni che costeggiano la strada di fronte al palazzo, trovo un anfratto e la piacevole sorpresa di una porta socchiusa (ovviamente di vetro, maniglia inclusa).

Ora, non capisco come qualcuno possa entrare in una simile opera architettonica e poi trovare l’ingresso di un condominio qualunque: contatori dell’ENEL e scale senza corrimano. Non mi resta che cominciare la salita, sebbene si riveli più una scalata (“Almeno l’altezza era quello che sembrava.” =/). Ad ogni modo non m’annoio: non incontro anima viva, ma l’ambiente si evolve con un certo ritmo piano dopo piano; abbandono presto l’atmosfera condominiale per un corridoio ospedaliero, una sala mensa, una reception, un magazzino, un’aula magna, non posso giurare sull’ordine.

Però se all’ingresso regnava la banalità, l’uscita è anche troppo una sorpresa. Esco dall’ultimo corridoio in un sole accecante, senza nemmeno lo straccio di una nuvola in cielo, che praticamente è una pittata di azzurro. Costretto come sono ad tenere bassi gli occhi non ci metto moltissimo ad accorgermi che sto camminando sopra dell’erba curatissima e che sembra estendersi per un bel pezzo. Con uno sforzo niente male riesco ad alzare gli occhi (questo è facile) e mettere a fuoco (ecco). “Alla faccia del bel pezzo!” o.O. I miei pensieri messi in fila:

“Ma che è, un campo da golf?”

“No, si sale e scende troppo, eppoi che c’azzeccano stradine, marciapiede, giardini e siepi?”

“E tutta questa gente con lo zaino in spalla.”

Lo zaino! Particolare che non mi rende diverso dai giovani che vedo camminare intorno, mentre imbocco uno di quei piccoli nastri d’asfalto che dall’alto sembravano dimenticati sopra un grande giardino.

Un campus, ecco che roba è. Universitario o licei non so deciderlo, ma i chioschi di hot-dog (non che ne abbia visti, ma l’odore.. =P), i volantini di concerti, il viavai.. “O è Woodstock in fiore, o un campus”. Piccoli edifici bassi sparsi qua e là mi hanno definitivamente tolto ogni dubbio.